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È ora di fare Growth Hacking sul Growth Hacking

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Per fare growth hacking non basta leggere un libro o due sulla materia e saper usare Facebook Ads. Semplicemente perché growth hacking non vuol dire necessariamente gestire grandi budget per incrementare i propri risultati, ma anche fare il meglio con quello che si ha già.

Il soffitto di vetro è OK!

 

Una parte importante della crescita, molto spesso, è ridurre gli sprechi tanto quanto si cerca di aumentare i guadagni.

Per esempio, un ristorante che non ha la minima intenzione di diventare un franchising in tutto il mondo si dice che ha un soffitto di vetro, un glass ceiling, ovvero che non può crescere oltre un certo limite senza cambiare il proprio modello di business. E non c’è nulla di male!

Se questo ristorante serve 20 coperti a pranzo in 3 ore, e non c’è modo di aumentare i guadagni, le possibilità di crescita consistono proprio nell’ottimizzazione del processo di presa degli ordini, poi della consegna degli ordini in cucina e infine della consegna al tavolo.

Molto spesso, per aumentare in maniera consistente l’efficienza di un processo, bastano decisioni molto semplici e che hanno bisogno di poca o pochissima sperimentazione. Nel caso del ristorante, basterebbe per esempio prendere gli ordini con un tablet che spedisce digitalmente la commessa in cucina in tempo reale per tagliare il tempo di preparazione e consegna al tavolo, aumentando il delta tra costi e ricavi grazie ad un impiego (e quindi investimento) più oculato del tempo dei dipendenti.

Ci sono tantissimi modi di ottimizzare un processo. Il growth hacking di per sé non insegna framework statici da copia-incollare caso per caso. Bisogna infatti adottare un approccio multi-disciplinare, prendendo in prestito da service design, agile o lean startup. Non esiste una linea rigida per definire l’arsenale del growth hacking, e proprio per questo il growth hacking è forse esso stesso il più grande oggetto del growth hacking.

Applicare il Growth Hacking… al Growth Hacking

 

Il growth hacking dà delle metodologie per vendere e crescere (il funnel AARRR, per esempio). Se per un qualsiasi motivo queste strategie si rivelano non più valide domani, tra 1 anno o tra 10 anni, la stessa cultura del growth hacking ti impone di trovare nuove tecniche per risolvere gli stessi problemi, oppure trovare nuovi processi per risolvere problemi nuovi che non possono essere risolti con le tecniche usate finora.

L’importante, in tutto questo ragionamento, è non innamorarsi mai delle proprie idee. Questo è un mantra ereditato dalla cultura startup della Silicon Valley, ma nel growth hacking ha ancora più senso, perché permette di concentrarsi, ogni giorno, solo su ciò che effettivamente porterà risultato. Se alla fine di un esperimento si capisce che una determinata strategia (l’esempio banale è quello di usare Facebook invece di Instagram per la pubblicità) non funziona perché i dati non portano risultati concreti (vendite, fatturato, clienti), bisogna lasciare immediatamente quella strada. È inutile continuare oltre, soprattutto in un periodo come quello attuale in cui ogni giorno che passa è un giorno di attività sprecato, e non si sa cosa arriverà domani – se una ripresa o un nuovo crollo dell’economia.

Soprattutto di questi tempi, bisogna far parlare i numeri, ascoltare quello che dicono e cambiare strada più in fretta possibile.

Quelli che non abbracciano il growth hacking ragionano probabilmente così: ‘ho fatto un grande foglio Excel con un sacco di numeri, ci ho messo una settimana a completarlo, e adesso mi basta prendere un investimento e realizzare tutto nel giro di un anno, mettendo su un team di 20 persone

— Luca Barboni, Head of Growth di 247X

Tu lo conosci Quibi?

 

A questo proposito, c’è un esempio calzante proprio relativo al 2020. Qualcuno di voi conosce Quibi? Immagino di no: Quibi è un servizio di streaming che è stato lanciato il 6 aprile 2020, proprio durante la pandemia, e… si poteva usare solo da smartphone. Ma come? Nel momento in cui tutti stanno a casa, lanci un servizio a pagamento che non si può usare da computer o sulla TV? Proprio nel momento in cui tutti usano la TV e comprano da computer perché non gli serve la mobilità dello smartphone?

Quibi è il perfetto esempio di come, se non si cambia, si chiude

Senza entrare troppo nei dettagli, Quibi ha chiuso i battenti il 1 dicembre, dopo aver ottenuto finanziamenti per 1.75 miliardi di dollari e con appena 325 milioni in banca. Ecco, questo è un esempio del rischio che comporta non avere una cultura della sperimentazione continua in azienda, ovvero ripensare strategie e processi nel momento in cui la situazione cambia – come nel caso in cui sopraggiunge una pandemia globale.

Want more?

Se vuoi evitare di diventare la nuova Quibi e fallire perché non hai avuto coraggio e velocità di cambiare, prenota una call con Roberto, CEO di 247X, e scopri se possiamo lavorare insieme per far crescere la tua azienda.


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